25/04/2014
Il "prezzo valore" e l'asta pubblica
Il “prezzo valore” è stato introdotto dall’art 1 comma 497 Legge 3 dicembre 2005 n° 2006 ( la Legge finanziaria del tempo): tale norma prevedeva che, in caso di contratto a titolo oneroso (vendita) relativo ad un immobile ad uso abitazione ad una persona fisica che non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, ai fini dell’imposta di registro il valore imponibile per l’applicazione dell’imposta sia costituita non dal valore di mercato del bene trasferito ma dalla cifra ottenuta moltiplicando la rendita catastale per gli appositi coefficienti di aggiornamento, indipendentemente dal prezzo indicato nell’atto notarile. E questo meccanismo è stato denominato appunto come “prezzo – valore”.
Questa norma si scontrava con l’altro principio (art. 44 del DPR 131/86 – testo unico dell’imposta di registro) secondo cui, in materia di trasferimenti coattivi (espropriazione forzata o pubblico incanto), “ la base imponibile è costituita dal prezzo d’ aggiudicazione”.
Si fece ricorso alla Corte Costituzionale, che ha fatto notare che tale contrasto portava ad una ingiusta disparità di trattamento e qui è stato sancito che anche agli immobili aggiudicati tramite trasferimento coattivo si applica il sistema del prezzo – valore indubbiamente più favorevole all’acquirente.